Così no! Ma proprio no!

 

Avremmo voluto parlare delle mattane di questo campionato con le due milanesi che trovatesi in svantaggio, tirano fuori gli attributi e conquistano una vittoria preziosa quanto insperata. Il Milan per mantenere ancora viva la speranza di qualificarsi alle prossime coppe europee, l'Inter dal canto suo per mantenere il primato in classifica e tenere a distanza il Napoli, l'Atalanta e la Juventus.

Avremmo voluto parlare di questa Atalanta spietata che è andata a vincere per 4:0 in casa della Juventus sollevando un ulteriore polverone in casa bianconera con i tifosi e i dirigenti juventini letteralmente infuriati per questa sconfitta davvero pesante. Del resto non è la prima volta che l'Atalanta dimostra il suo essere squadra cinica. Ne siamo a conoscenza sin dagli anni '80 quando gli orobici si barcamenavano tra la massima divisione e la cadetteria. Ora ne abbiamo avuto la conferma non soltanto con la vittoria di Europa League della scorsa stagione ma con le varie prestazioni che i nerazzurri bergamaschi producono giornata dopo giornata.

Avremmo voluto parlare di una Juventus confusa con Thiago Motta che, dopo la sconfitta patita in casa è sempre di più nell'occhio del ciclone. Non è la prima volta che un allenatore che arriva dalla Città delle Due Torri, a Torino non fa le cose che ci si aspetta da lui.

Avremmo voluto parlare anche delle due formazioni romane: la Roma che, da quando Ranieri è arrivato sulla panchina giallorossa, la Roma ha ritrovato quell'identità perduta. La Lazio invece, sotto la guida di Baroni sta dimostrando di essere una squadra tosta e soprattutto di poter lottare per un posto in Champions.

Avremmo voluto parlare di tante cose ma, proprio una settimana fa, è venuto a mancare Bruno Pizzul, storica voce dello sport in RAI, per tanti anni, telecronista della Nazionale Italiana e di tante partite dei club italiani. Dopo aver smesso i panni di calciatore (per via di un infortunio) e dopo aver servito la Patria come ufficiale degli Alpini, Pizzul partecipò al concorso RAI del 1967 (per intenderci il concorso al quale parteciparono anche giornalisti come Bruno Vespa, Giorgio Martino, Ennio Vitanza e tanti altri ancora) scegliendo di occuparsi di sport, in particolar modo di calcio.

Con Bruno Pizzul se ne va un telecronista garbato, ben lontano dagli 'urlatori' di oggi. Chi, come il sottoscritto c'era, ricorderà la sua telecronaca di quella maledetta finale di Bruxelles dove la cronaca nera (ahimé) prese il sopravvento sulla cronaca sportiva. Fu difficile per lui dover raccontare di un fatto di cronaca nera in una serata che doveva essere una festa di sport, una finale europea dove le due squadre più forti si giocavano il più prestigioso trofeo continentale.

Trovo vergognoso il fatto che la Lega Calcio non abbia fatto osservare un minuto di raccoglimento su tutti i campi: una mancanza di rispetto nei confronti di un grande uomo di sport e della sua famiglia.
Così non si fa: una Lega Calcio che punisce con dieci giornate di squalifica un giocatore che si macchia di insulti razzisti avrebbe dovuto far osservare un minuto di silenzio in memoria del grande giornalista scomparso.

Sarebbe bello che in seno alla Lega Calcio si cospargessero il capo di cenere e chiedessero scusa per questa mancanza.

Commenti

  1. Condivido pienamente si poteva fare un minuto di silenzio per Bruno Pizzul

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari