Ciao Alessandro e grazie per il grande insegnamento che ci hai saputo dare.

 

Dalla mattina di oggi, la notizia della scomparsa di Alex Zanardi, sta facendo il giro del mondo.
Incredibile ma vero, Zanardi se ne è andato nello stesso giorno in cui, trentadue anni fa, morì un altro grande campione del volante, Ayrton Senna.

Zanardi è stato un grande campione non soltanto sportivo ma di resilienza. Tutti siamo stati testimoni della sua rinascita sportiva ma soprattutto umana. Da un incidente come quello avvenutogli nel Settembre del 2001 a pochi giorni dall'attentato islamico alle Torri Gemelle e alla vigilia del Gran Premio Di Monza ha saputo rialzarsi e tornare alla grande non soltanto al volante di una automobile ma anche, con una hand-bike con la quale ha saputo vincere medaglie d'oro regalando allo sport imprese incredibili. Vedendo le immagini dell'incidente tutti lo davano per spacciato. 
Invece ha saputo riprendersi e tornare alla vita come un vero guerriero.

Zanardi era nato a Bologna, in Emilia Romagna. Chi scrive ha avuto modo di conoscerla quella terra : una terra forte, tosta, generosa e che, per usare le parole di un grande artista quale è Francesco Guccini <<sa stare in piedi per quanto colpita>>. La vicenda umana di Zanardi riporta alla mente di chi, all'indomani dello sciame sismico del 2012, scrisse quella frase: <<Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto ? Loro ne faranno cattedrali>>. Ecco. Zanardi è stato così: ha saputo costruire una cattedrale (e che cattedrale signori miei...) sulle macerie dell'incidente capitatogli in Germania.

Zanardi è stato anche volto televisivo. La RAI gli ha affidato la conduzione di un programma sportivo e lui ha saputo farlo con uno stile d'altri tempi: garbato, educato e professionale catturando ascolti televisivi e ancora di più, la simpatia del grande pubblico.

La vicenda umana di Zanardi ci ha insegnato tanto. E noi nel rivolgergli l'ultimo saluto gli diciamo un sentito GRAZIE.


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